Colon irritabile & Co.

Colon irritabile & Co.

La sindrome da colon irritabile (da non confondere con le malattie croniche infiammatorie dell’intestino, come colite ulcerosa e morbo di Crohn) o IBS, Irritable Bowel Syndrome, colpisce circa l’11% della popolazione mondiale, soprattutto femminile, e spesso non viene identificata nel modo adeguato.

“Irritabile” significa che le terminazioni nervose situate all’interno della parete intestinale, e che controllano le contrazioni della muscolatura, sono più sensibili del dovuto e, di conseguenza, si può avere una risposta sproporzionata a delle normali condizioni (es. consumare un pasto, relazionarsi con le persone,…).

Questa patologia è caratterizzata da:

  • dolore addominale ricorrente
  • alterate abitudini intestinali, soprattutto con diarrea, ma anche con episodi di stipsi
  • meteorismo e gonfiore con distensione addominale
  • alterazione del Microbiota, con tutto ciò che ne consegue (teniamo presente che l’intestino è considerato il nostro “secondo cervello”)

Le cause possono essere molteplici:

  • psicologiche e sociali, tra cui il perfezionismo, la tendenza ad auto colpevolizzarsi oppure ad assecondare le esigenze altrui, la difficoltà ad esprimere i propri bisogni, conflitti interiori, il lavoro e la carriera (negli USA viene considerata la malattia delle donne in carriera per esempio), … Tutto ciò causa una notevole quantità di stress
  • alimentari, poiché l’alimentazione va ad influenzare la flora batterica; si avrà una prevalenza di Firmicutes se si mangerà prevalentemente carne, grassi e farine raffinate, mentre si avranno Bacterioides se si preferiranno i vegetali. Le intolleranze alimentari, o la sensibilità ad un certo alimento, sono un altro punto importante da tenere in considerazione

Non esiste nessuna indagine definitiva nè un biomarcatore utile, quindi la sindrome da colon irritabile è diagnosticata solo tramite criteri clinici.

Cosa si può fare? Innanzitutto è fondamentale cambiare il regime alimentare, poiché una dieta ricca di vegetali permette di modificare l’assetto della flora batterica, di trarre energia dagli acidi grassi a corta catena e di diminuire l’infiammazione e i sintomi legati a questa patologia.

In certe persone i sintomi possono essere legati ad alcuni alimenti, che vengono scarsamente assorbiti dall’intestino e che determinano la formazione di quei gas tanto fastidiosi da scatenare i sintomi.

Tra questi alimenti possiamo citare:

  • frutta ricca di fruttosio (mele, pere, anguria, pesche)
  • latticini a pasta molle
  • cibi con fruttani (carciofi, asparagi, cipolle, frumento,…)
  • legumi (lenticchie, fagioli, ceci,…)
  • cibi contenenti polioli (cavolfiori, piselli,…)

Una dieta che riduca il consumo dei suddetti alimenti, può attenuare i sintomi dell’IBS.

La dieta, in ogni caso, non può essere generalizzata, ma deve essere personalizzata in base al sintomo predominante, che sia la diarrea, il dolore addominale oppure la stipsi.

Per quanto riguarda l’utilizzo di rimedi naturali, invece, possiamo provare:

  • Melissa, utile nelle forme di somatizzazione, contro l’aerofagia e gli spasmi gastro-intestinali
  • Passiflora, utilizzata nei disturbi gastro-intestinali di origine nervosa
  • Ratania, impiegata come antidiarroico, per la presenza di tannini
  • Tiglio, usato per il trattamento dei sintomi che si accompagnano a nervosismo e dove predomina lo spasmo
  • Finocchio, utile contro il meteorismo e gli spasmi del tratto gastro-intestinale
  • Zenzero, impiegato per favorire la digestione e migliorare la motilità gastro-intestinale
  • Alchemilla, per le forme lievi di diarrea, grazie alla presenza di tannini
  • Timo, utilizzato nel trattamento sintomatico delle turbe digestive
  • Piantaggine, utile in caso di stipsi, per via delle mucillagini
  • Angelica, impiegata come antispasmodico e per le turbe psicosomatiche
  • Aloe succo disidratato, usato nella stipsi occasionale

Altro intervento utile è l’utilizzo di probiotici e prebiotici specifici (cfr. Bifidobatteri, L.reuteri e L.rhamnosus).

Ovviamente bisogna anche cercare di ridurre al minimo lo stress… 😉

 

Dott.ssa Giulia Smedile di NaturalGreen

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