Curcuma e sport con NaturalGreen!!!

Curcuma e sport con NaturalGreen!!!

La Curcuma (Curcuma longa L.) e la curcumina, il suo attivo principale, sono largamente conosciute per l’utilizzo come spezia in cucina (componente del curry), come colorante e come ingrediente di integratori alimentari, per trattare disturbi gastro-intestinali, epatici, articolari, neurologici, reazioni avverse da chemio- e radio-terapia, e molto altro.

Si hanno, al contrario, pochi studi che hanno indagato i possibili benefici legati all’integrazione della Curcuma nello sport.

La curcumina possiede azione antinfiammatoria, andando a modulare il rilascio di molte molecole coinvolte nel processo infiammatorio, che portano a gonfiore, arrossamento, edema e calore nei tessuti colpiti. In studi recenti si è visto come la Curcuma ed i curcuminoidi siano paragonati a dei FANS su richiesta, a seconda della situazione nella quale si trova l’organismo: vengono inibite le lipossigenasi (LOX), le ciclossigenasi (COX), le fosfolipasi e di conseguenza la sintesi di leucotrieni, prostaglandine e trombossani, che portano al processo infiammatorio.

Un altro target importante per la modulazione della risposta infiammatoria della curcumina è il fattore nucleare κB (NF-κB): la sua attivazione innesca a valle la sintesi e rilascio di citochine pro-infiammatorie.

In molti studi l’effetto antinfiammatorio della Curcuma è stato paragonato a quello dei FANS (antinfiammatori non steroidei), senza però portare agli stessi effetti indesiderati sul sistema gastro-intestinale, ma anzi proteggendolo.

Strettamente connessa all’attività antinfiammatoria è la potente attività antiossidante o radical scavenger (= spazzina dei radicali liberi) posseduta dai curcuminoidi.

Queste proprietà antinfiammatorie rendono la Curcuma un prezioso alleato di chi pratica sport in modo regolare sia a livello amatoriale sia agonistico, poiché:

  • può andare incontro a problematiche a carico del sistema articolare, quindi si rivela utile nel trattamento di contratture ed infiammazioni articolari
  • l’infiammazione riduce la prestazione e le capacità di recupero
  • le sofferenze articolari predispongono ad infortuni

Tutto ciò in una sorta di circolo vizioso.

In questo articolo focalizzeremo l’attenzione su 4 punti in particolare, facendo riferimento ad alcuni studi scientifici: affaticamento, performance fisica, post-sforzo e indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata.

Esercizi fisici a media ed alta intensità influenzano l’omeostasi corporea, come per esempio lo sviluppo di radicali liberi e la modifica delle funzioni fisiologiche.

 

Affaticamento.

La sensazione di affaticamento si verifica in seguito ad uno sforzo che va al di là di una normale capacità: alla fine non si riesce a portare a termine il lavoro desiderato o aspettato.

L’affaticamento deriva da un carico fisico eccessivo, da riposo inadeguato e da pressione mentale/stress; si può classificare in:

  • affaticamento centrale, che può essere mediato da livelli alterati di alcuni neurotrasmettitori (istamina, serotonina, dopamina,…), ormoni e citochine indotte dallo sforzo
  • affaticamento periferico, che può coinvolgere la giunzione neuromuscolare e l’attivazione della contrazione muscolare

Le specie reattive dell’ossigeno (ROS), che si creano con lo sforzo fisico, sono implicate nell’affaticamento muscolare scheletrico ossidativo, poiché danneggiano l’integrità della membrana cellulare attraverso la perossidazione lipidica.

foto curc

In seguito al danneggiamento muscolare si ha il rilascio in circolo di specifici enzimi e proteine [come creatinin-chinasi (CK), mioglobina, aspartato e alanina amino transferasi] ed altri biomarker (es. lattato, ammonio, azotemia e glucosio) che identificano lo stato di affaticamento.

L’esercizio fisico e la contrazione muscolare incrementano la richiesta di glucosio dal muscolo scheletrico: l’utilizzo efficiente del glucosio è, quindi, un indice importante per il mantenimento della performance sportiva.

I carboidrati sono considerati la fonte principale di energia e il glicogeno è la fonte predominante per la produzione di energia durante l’esercizio fisico (glicolisi anaerobia).

Studi hanno dimostrato che in seguito ad uno sforzo fisico, supplementi adeguati di Curcuma:

  • hanno ridotto i livelli sierici di glucosio a favore del tessuto muscolare
  • hanno ridotto gli indicatori relativi all’affaticamento e al danno muscolare
  • hanno incrementato i livelli di glicogeno nei muscoli

 

Performance fisica.

Nella scienza sportiva, l’esercizio di resistenza è comunemente valutato attraverso 2 modelli di esercizio aerobico, che comprende:

  • corsa su tapis roulant, seguendo una pendenza e/o velocità crescente
  • il nuoto completo, che andrà ad analizzare la coordinazione motoria e l’adattamento allo stress

Durante l’esercizio fisico intenso e prolungato, i muscoli devono ottenere sufficiente energia attraverso la glicolisi e, nel frattempo, si deve tener conto dell’accumulo di lattato; se i livelli di quest’ultimo crescono troppo, si ha abbassamento del pH, che porta a crampi muscolari dovuti al rilascio di ioni calcio (Ca2+). Anche lo ione ammonio cresce durante lo sforzo fisico prolungato.

L’esercizio acuto incrementa la produzione di fattori da stress ossidativo, specie reattive dell’ossigeno e può indurre danni muscolari ed epatici.

L’esercizio prolungato, difatti, aumenta il consumo di ossigeno e l’attività mitocondriale: ciò causa un aumento di radicali liberi in circolo.

Il dispendio energetico è altresì un’importante questione per mantenere la performance ad alto livello: l’omeostasi del glucosio è regolata dal glicogeno tissutale ed è un fattore limitante nello sforzo prolungato.

Supplementi di Curcuma influenzano positivamente la performance:

  • migliorando la funzione cardiovascolare
  • svolgendo attività antiossidante (amplifica la risposta degli antiossidanti che già abbiamo nel nostro organismo)
  • riducendo l’infiammazione
  • modulando la trasmissione neuronale a livello centrale (quindi neurotrasmettitori)
  • incrementando il contenuto di glicogeno nei muscoli piuttosto che nel fegato

 

Post-esercizio fisico.

Diversi studi indicano un ruolo importante nell’integrazione nutrizionale per mantenere l’omeostasi della funzione immunitaria nel post-sforzo.

Nel periodo che segue l’esercizio fisico è stato visto che nel corpo si ha un incremento di citochine pro-infiammatorie, in particolare di certi tipi di interleuchine, e di marker dello stress ossidativo. Esercizi di resistenza portano soprattutto ad un incremento dell’interleuchina 6 (IL-6), che serve da messaggero per l’ormone antinfiammatorio cortisolo e per il rilascio di proteine e glucosio dal fegato; l’aumento dell’IL-6 causa, d’altra parte, il decremento di cellule immuno-competenti e di altre interleuchine circolanti nel sangue, che combattono virus e batteri nel tratto respiratorio superiore.

Supplementi di Curcuma hanno dimostrato di ridurre nel post-sforzo:

  • le citochine circolanti
  • le specie reattive dell’ossigeno

 

Indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata (DOMS).

Questo evento è un mix di dolore e rigidità muscolare, che si verifica diverse ore dopo (o anche il giorno dopo) un esercizio insolito, sia negli individui poco attivi fisicamente sia negli atleti.

Questo stress meccanico, che può limitare la funzione fisica per diversi giorni dopo l’esercizio, scatena una risposta infiammatoria e la produzione di specie reattive dell’ossigeno: infiammazione e stress ossidativo portano alla produzione di molecole (enzimi ossidativi, citochine e chemochine) che possono causare danno muscolare e DOMS.

Integrazioni di Curcuma hanno dimostrato di essere utili poiché:

  • riduce l’infiammazione e le molecole coinvolte nel danno muscolare
  • sopprime l’attivazione di NF-κB, fattore implicato nell’infiammazione muscolare
  • sembra stimolare la rigenerazione muscolare in seguito ad un danno

 

Il ricorso alla Curcuma è, quindi, una scelta molto appropriata per lo sportivo, che del resto potrà assumerla con regolarità e senza riscontrare problemi di tollerabilità.

L’unico limite della Curcuma in polvere è rappresentato dal suo scarso assorbimento: negli ultimi tempi, infatti, sono stati messi a punto diversi metodi per aumentarne la biodisponibilità.

Uno dei più efficaci è dato dalla solubilizzazione della Curcuma, per ottenere un concentrato liquido: in questo modo risulta essere circa 10 volte più efficace della curcuma in polvere.

La Curcuma liquida NG, prodotta dalla Natural Green, è ideale per chi pratica sport, secondo le seguenti posologie, da sciogliere in mezzo bicchiere d’acqua tiepida (oppure bevanda a piacimento), la mattina:

  • 20 gocce, per prevenzione
  • 25 gocce, per lo sportivo amatoriale
  • 30 gocce, per chi pratica sport a medio ed alto livello
  • 35 gocce, in seguito ad infortunio

 

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25628521%2c25647661%2c26713275

 

By Dott.ssa Giulia Smedile

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