Depurare il fegato: quali piante officinali?

Depurare il fegato: quali piante officinali?

Cosa fa il fegato? Regola il metabolismo di molte sostanze, trasforma gli alimenti assorbiti, interviene nella sintesi di molte proteine ed elimina le sostanze tossiche.

Se il fegato funziona male si possono presentare questi sintomi e segni:

  • reflusso gastro-esofageo di acidi, che causano fastidio e dolore
  • prurito continuo e problemi alla pelle (es. acne, dermatiti,…)
  • alito pesante e bocca amara
  • difficoltà digestive, con gonfiore ricorrente
  • diarrea frequente
  • cambiamenti nel colore di urina e feci
  • colorito giallastro delle pelle e degli occhi (itterizia)
  • occhiaie marcate
  • spossatezza e sonnolenza continua

Le principali piante officinali per depurare il ‪fegato dalle tossine sono:

  • Tarassaco, la sua radice ricca in inulina ed in princìpi amari (lattoni sesquiterpenici), svolge una potente ‎attività diuretica, regolando anche le funzioni intestinali;
  • Cardo mariano, i semi sono ricchi in silimarina (il suo complesso attivo), in grado di proteggere il fegato da svariati agenti epatotossici, sia di sintesi che naturali. Svolge anche un’azione rigeneratrice a livello delle cellule epatiche (cfr. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25686616)
  • Curcuma, il suo rizoma ricco in curcuminoidi contribuisce alla funzionalità epatica migliorando la funzionalità mitocondriale, grazie soprattutto alle sue proprietà antiossidanti. Alcuni studi dimostrano che la curcumina inibisce la deposizione di collagene nel fegato, soprattutto ad opera delle cellule stellate epatiche; i dati suggeriscono, quindi, la sua utilità nell’ostacolare la degenerazione fibrosa del fegato. E’ stata evidenziata una spiccata azione antiossidante anche a livello intestinale;
  • Carciofo, le sue foglie, contenenti cinarina, cinaropicrina e flavonoidi, svolgono un’importante azione regolatrice e protettiva sul ‪‎fegato. L’estratto di Carciofo agisce anche sul metabolismo lipidico, diminuendo la produzione di ‪colesterolo e di ‪trigliceridi endogeni, e aumentando l’eliminazione o la ridistribuzione nei depositi. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che il cinaroside e la luteolina (componenti particolarmente attivi) hanno la capacità di inibire l’enzima idrossimetilglutaril-coenzimaA, il quale determina la velocità della biosintesi del colesterolo (cfr. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26180585);
  • Bardana, utilizzata principalmente nel trattamento di diverse affezioni cutanee (grazie alla presenza di composti acetilenici solforati), sia per la sua azione disintossicante, stimolante la secrezione epatobiliare e la diuresi, sia per la sua attività antinfiammatoria ed antiossidante.

Queste piante sono utili, quindi, in tutti i seguenti casi:

  • depurazione epatica e intestinale
  • alterazioni epatobiliari
  • ritenzione idrica
  • lieve ipercolesterolemia, iperglicemia ed iperazotemia
  • inestetismi della pelle
  • iperlipoproteinemia

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By Dott.ssa Giulia Smedile Farmacista e Fitoterapeuta di NaturalGreen

Giulia

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