Integrazione nutrizionale nell’Alzheimer…

Integrazione nutrizionale nell’Alzheimer…

Come è costituito e cosa fa il nostro cervello? E’ uno degli organi più complessi, costituito da cellule altamente specializzate, i neuroni, e consuma la maggior parte dei nutrienti e dell’energia presenti nel nostro corpo.

I neuroni si “alimentano” di glucosio e ne consumano per il 20% circa; oltre ai nutrienti fondamentali, servono anche livelli ottimali di Vitamine e minerali: se non ci sono, si va incontro a stress ossidativo ed infiammazione, che possono provocare danni ai neuroni e compromissioni al cervello.

Quanti nostri parenti o amici di famiglia sono affetti dal Morbo di Alzheimer? Ma cosa accade nel loro cervello? Questa malattia è caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di disturbi della sfera cognitiva, che portano ad una graduale perdita dell’autonomia.

Ecco cosa avviene:

  • alterazione dei lipidi di membrana, fondamentali nelle vie di trasduzione del segnale associate con la crescita e la differenziazione cellulare, lo stress ossidativo e l’infiammazione; il loro disequilibrio porta a perdita della funzione sinaptica (connessioni tra neuroni), morte cellulare e neuro degenerazione. Se questa membrana non funziona bene, anche i nutrienti e le fonti di energia per il cervello non saranno ottimali;
  • deposizione di placche tossiche di proteina β-amiloide negli spazi extracellulari;
  • presenza di grovigli neurofibrillari intracellulari, costituiti da una proteina in forma anomala.

L’accumulo di proteine anomale e tossiche determina una serie di eventi che portano alla perdita progressiva dei neuroni: disfunzione dei mitocondri, danno da stress ossidativo ed infiammazione.

Cosa viene a mancare in un paziente affetto da Alzheimer? Studi hanno rivelato che se si ha questa malattia ci sono dei deficit di cui tener conto:

  • proteici
  • di acidi grassi Omega 3
  • di Vitamine antiossidanti, tra cui A, C ed E
  • di acido folico e Vitamina B12, per problemi di malassorbimento gastrico e per gli elevati valori di omocisteina
  • di Vitamina D
  • di Zinco

La malattia di Alzheimer presenta, quindi, delle necessità alimentari particolari e deve essere trattata, oltre che dal punto di vista farmacologico, anche da quello nutrizionale.

Cosa fare? Ecco alcuni consigli alimentari, da valutare con il proprio medico nutrizionista:

  • elevata assunzione di frutta e verdura, per la ricchezza in Vitamine e minerali
  • elevato consumo di certa tipologia di pesce, ricco in Omega 3
  • assunzione di cereali integrali e legumi
  • basso consumo di latticini e di grassi saturi
  • moderata assunzione di carne bianca
  • basso consumo di carni rosse

E a livello di integrazione nutrizionale, cosa c’è a disposizione? Ecco degli esempi:

  • Curcuma, dotata di proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie (agiscono sul β-amiloide); studi in corso indagano la sua azione sul miglioramento cognitivo
  • Gingko biloba, migliora la circolazione a livello cerebrale ed è antiossidante
  • Zafferano, la crocina, suo attivo principale, sembra migliorare la memoria e l’apprendimento
  • Rosmarino, i diterpeni presenti, con la loro azione antiossidante, presentano azione neuroprotettiva
  • Melatonina, antiossidante e inibente la produzione di β-amiloide
  • Resveratrolo, antiossidante, antinfiammatorio e protettivo del microcircolo
  • Astaxantina (carotenoide), antiossidante ed antinfiammatoria, migliora la microcircolazione cerebrale e la funzione dei mitocondri
  • Flavonoidi (tè verde, cacao,…), antiossidanti ed antinfiammatori; sembrano ridurre la morte dei neuroni e la tossicità provocata dal β-amiloide
  • Omega-3, che vanno a migliorare la funzionalità della membrana cerebrale, quindi la circolazione e la disponibilità dei nutrienti
  • Vitamine del gruppo B, che vanno a migliorare la microcircolazione cerebrale ed abbassano i livelli di β-amiloide e di omocisteina
  • Selenio, antiossidante e fondamentale per il funzionamento delle sinapsi
  • Vitamine C ed E, antiossidanti

 

Cosa ne penso? Questi straordinari nutraceutici potrebbero essere il punto di partenza per nuove terapie personalizzate, di affiancamento ai farmaci convenzionali.

 

By Dott.ssa Giulia Smedile Farmacista e Fitoterapeuta di NaturalGreen

Giulia

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